
Il museo popolare della pineta si è arricchito di nuove opere artistiche e ha deciso di presentarle il 14 luglio 2019, non una data qualsiasi, ma il 230° anniversario della Rivoluzione Francese. La lotta contro l’asse di penetrazione, la strada che stuprerebbe il parco naturale, ha trovato, da tempo, in numerosi artisti toscani, e non, dei fieri oppositori. L’epoca in cui viviamo, purtroppo, è caratterizzata da poca memoria per questo le battaglie culturali divengono sempre più importanti anche quando vanno in direzione ostinata e contraria. L’arretramento della coscienza di classe è avvenuto con il colpo mortale inflitto alla Rivoluzione Bolscevica 30 anni fa. In quel 1989 la reazione capitalista cancellò le conquiste dell’Ottobre del ’17 ma qualcuno tra i reazionari non si è di certo accontentato e vorrebbe spazzare via anche le conquiste della Rivoluzione Francese. Del resto se viviamo, come molti affermano in un capitalismo finanziario post borghese, c’è da aspettarsi questo e altro. Viviamo in un mondo dove il profitto vale più dell’ambiente e della vita delle persone. Per questo ricordare i valori della Rivoluzione Francese assume un significato importante. Forse per qualche comunista può apparire come una battaglia di retroguardia ma in questo momento di forte attacco reazionario non lo è di sicuro.
Ecco che il Collettivo Dada Boom e il Collettivo SuperAzione hanno chiamato alla mobilitazione con l’evento “Giacobini di tutto il mondo salviamo la pineta.” Un evento partecipato che ha visto numerose performance, reading di poesie e soprattutto una “passeggiata giacobina no Asse” dentro il parco con tanto di marsigliese suonata dagli smartphone e culminata con la performance del Collettivo “Dada Boom” e del Collettivo SuperAzione “zona decementificata.”
In un periodo in cui vanno per la maggiore sagre e le commemorazioni di giostre medioevali, a voler sottolineare se mai ce ne fosse bisogno dell’epoca in cui viviamo, c’è chi in controtendenza ha preferito a dame e cavalieri ricordare i giacobini. In un periodo in cui un governo reazionario e una forza politica sciovinista e razzista come la Lega fa del sentimento ‘anti- francese uno dei suoi tratti peculiari anche la bandiera francese assume il senso di una provocazione. Così il Luca Fani, di turno, può urlare: “Via dal governo di roma vogliamo andare sotto Parigi.”
Una Viareggio francese ve la immaginate? Ma anche no! Infatti l’imperialismo francese e l’oppressione del governo transalpino non sono minori di quelli di altri governi occidentali. La presenza dei gilet gialli durante la passeggiata giacobina e il taglio della testa di Christine Lagarde, Emmanuel Macron e Marine Le Pen così come quello di Giorgia Meloni, Matteo Renzi e Matteo Salvini in una performance reo – dadaista intitolata “Europens Against Capitalism” stanno a sottolineare la vicinanza al popolo francese capace di tante ribellioni e non ai politicanti di Parigi servi del capitale come quelli di Roma. I popoli tra di loro devono trovare forme di lotta comune come sta avvenendo per la lotta alla TAV una delle opere più devstanti che ci possono essere. I viareggini, per lo meno quelli che hanno deciso per un giorno di passeggiare con i giacobini continueranno la loro lotta contro l’Asse di penetrazione, non solo una strada inutile ma dannosa come poche.